Museo della Civiltà Marinara

Museo della Civiltà Marinara

Un mare per vivere, un museo per rivivere

Il Museo si trova nel complesso del Mercato ittico all’ingrosso e fa parte di quel “Polo museale del Mare” che già comprende il Museo delle Anfore e l’Ittico “Capriotti”, accolti nella stessa struttura portuale, e che si estende al Paese alto con la Pinacoteca del Mare ospitata a Palazzo Piacentini e che sta per essere completato con la sezione archeologica dell’Antiquarium (i lavori sono in fase di avvio).

IL PERCORSO MUSEALE
Il Museo della Civiltà Marinara è organizzato per “unità narrative”. Si parte da un cono sonoro che diffonde diversi rumori del mare (dalla bonaccia primaverile alla tempesta invernale).

Il viaggio
Un grande frammento di paranza, una sorta di imbarcazione fantasma, simbolo del viaggio che si va ad intraprendere nel mondo della civiltà marinara, caratterizza la prima “unità narrativa”. L’imbarcazione appare reale nelle caratteristiche morfologiche, il fasciame, la tolda, la gioia, il boccaporto, il cordame, ma non nella materia. Il portello ricostruito, aperto dal visitatore, accoglie una postazione informatica da cui trasmettere storie di mare direttamente dai marinai intervistati. Completano lo spazio di accoglienza le sculture in gesso di Marcello Sgattoni.

I luoghi di mare
La terra ferma è narrata e approfondita su due piani, uno regionale (un pannello descrive le varie città di costa marchigiana) e uno locale (la città di San Benedetto del Tronto). In una parete del percorso è descritto il territorio di costa marchigiano, focalizzando l’attenzione sui luoghi urbani che da nord a sud segnano la costa. Nella parte di fronte si analizza l’evoluzione di San Benedetto da borgo a città di mare.

I mestieri del mare
Vi è evidenziata l’integrazione di più competenze e abilità applicate a generi e generazioni (uomini, donne, bambini, anziani) sottolineando alcune trasformazioni avvenute nel corso del tempo in funzione dell’evoluzione tecnologica. In un pannello sono individuati i luoghi dove tali mestieri venivano svolti, relazionandoli anche alla toponomastica antica della città (Squero, via dei Pescivendoli, ecc.). Il soffocante mondo dei canapini, l’attività con la quale si dà origine a tutta la filiera produttiva del cordame, fa da contrappunto al giro della ruota esposta come simbolo di un mondo scomparso fisicamente, ma non nella memoria.

Il mare comune: l’Adriatico.
Il visitatore in questa sala, ubicata intenzionalmente davanti al porto, può avvertire l’ampliamento dell’orizzonte di riferimento: l’Adriatico, mare comune nel quale le diverse culture euro-asiatiche si sono confrontate nel tempo. Una carta d’identità dell’Adriatico fornisce un quadro conoscitivo puntuale di questo bacino chiuso ma pur sempre parte dell’ampia realtà del Mediterraneo. Una seduta di fronte al porto permette inoltre al visitatore di soffermarsi e apprendere ulteriori informazioni da una narrazione sonora.

Il porto
Il terrazzo che si affaccia sul porto è stato trasformato in occasione allestitiva, intercettando l’attuale realtà portuale all’interno del percorso narrativo museale. Il balcone è una sorta di grande didascalia sull’organizzazione funzionale del porto, collocando nel tempo situazioni, attività, oggetti del presente, allo scopo di mostrare non solo la profonda evoluzione del luogo, ma anche le trasformazioni di modelli tradizionali di vita e di lavoro.

L’arte del costruire
I maestri d’ascia e la cantieristica sono comunicati attraverso documentazioni fotografiche e video. La barca e la pesca La sezione è dedicata allo studio e alla conoscenza della Paranza (barca simbolo del museo) il cui modello in scala 1:10 occupa il centro della sala ed è stato realizzato da Gilberto Penzo, tra i più accreditati professionisti in materia. Nella parete di fondo, dopo aver parlato dell’evoluzione dalla barca a vela a quella a motore, viene trattata l’epopea della pesca oceanica.

La corda, le reti, le vele
Ogni sezione approfondisce le modalità di produzione: dal materiale all’oggetto, all’uso, in funzione anche dell’evoluzione tecnologica. Nel caso della corda, la ruota (elemento suggestivo nella sezione dei mestieri) è il tramite per entrare nel mondo della produzione vero e

proprio e comprenderne l’intero ciclo. Le vele, analizzate nella caratteristica tecnica (vela latina, al terzo, vela quadra) in funzione della barca, sono studiate anche sotto il profilo simbolico, creando così la necessaria intersezione per arrivare a comunicare l’antropologia del mondo marinaro.

L’approdo
Viene così colta l’occasione per creare un’unità narrativa dedicata alla spiaggia e al momento dell’approdo. Alla vita di mare, così ben comunicata dalle immagini fotografiche dell’inizio del secolo scorso di Adolfo De Carolis, viene data una riconoscibilità: la sezione apre uno spaccato sulle più importanti famiglie di pescatori sambenedettesi.

La commercializzazione, l’industria del pesce
La sezione offre un approfondimento sul tema del Mercato Ittico come spazio e luogo della commercializzazione, dando modo al visitatore di conoscere la storia dell’edificio in cui il museo è ospitato.

La letteratura di mare
Sezione dedicata al tema del mare, visto come forza naturale mai ammansita dall’uomo che tanto stimolo dà e ha dato a scrittori e poeti. La narrazione tratta i vari aspetti della letteratura di mare: dal racconto di avventura al racconto sociale, alla sublime poesia, dalla produzione letteraria di grandi autori alla visione intima e profonda della poetessa sambenedettese Bice Piacentini.

La sala video
E’ una pausa per approfondire le varie tematiche legate alla civiltà marinara. A chiusura del percorso espositivo, si è voluto lasciare spazio alla Festa della Marina, simbolo della partecipazione sociale odierna di una comunità che resta legata ai suoi valori simbolici.

Possibilità di visite guidate su prenotazione. Visite pomeridiane su appuntamento. Per Info:
Indirizzo: Banchina di Riva Malfizia, 16
Telefono: 0735/588850 – Fax:0735/588850
E-mail: musei@comunesbt.it
Ingresso libero

Orario invernale:

(1° settembre – 30 giugno) 9:00-13:00
Domenica e lunedì chiuso.
Orario estivo (1° luglio – 31 agosto): 18:00-24:00
Lunedì chiuso.

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